Stregoneria

(Les Aventures de Nathalie Nicole Nicole)

NATHALIE. Mi resta pochissimo di me stamattina. La notte mi ha preso tutto. Sono come una bottiglia di birra dopo la mareggiata. Buona e liscia. Dolce. Dov’è finita la mia asprezza tagliente? La mia febbre? Sì. I demoni stanotte si sono presi la mia febbre e la mia rabbia. Ed eccomi sulla riva, disperatamente normale. E nessuno ormai può distinguermi dai miei simili. Dico « Sì sì ». Annuisco ai discorsi dei Poujolesi e delle Poujolesi. Lascio parlare gli altri fino in fondo. Ascolto e non parteggio mai. Sono discreta. Ma la notte sono terribile. Sono infinitamente vigliacca. Infinitamente sprezzante. Colpisco la gente gentile. Sono crudele. Ah! Ah! Diffidate di me!
IL BAMBINO PRATICO. Così dice Nathalie.
NATHALIE. Colpisco, grido, strego. Ho idee viziose sono malsana. Ho un giardinetto nero dove coltivo la mia gelosia. E il vizio cresce nel mio cuore come le ortiche. E poi annaffio il mio giardinetto nero lo annaffio lo annaffio lo curo bene. E nel mio giardino coltivo tutti gli strumenti della mia vendetta. E presto sarò pronta e potrò sputare fuoco. Il pugno alzato. Potrò finalmente sfasciarvi la mascella e conoscere il gaudioso mestiere dell’assassino. E finalmente sarò bella. Crudele e singolare. Potrò lasciare libero corso al mio destino. Allora, verrò in cantina. Un bel mattino. E ucciderò per prime le bambine brutte. Sì. Le manderò all’Inferno perché paghino il fio della loro bruttezza. Poi allineerò le donne di servizio lungo il cortile. Le donne col grembiule celeste. “Cosa sono questi grembiuli!” griderò coi miei poteri e la bocca in fiamme, io, Nathalie macchina infernale, sì, griderò “Nude! Nude, le infermiere, nude!” e saranno obbligate a togliersi le calze pesanti antivaricose! Le calze pesanti! “Toglietevi i mutandoni! I calzettoni!” Griderò con i denti di metallo e tutte le signore si toglieranno le mutandone nel cortile e finalmente le si vedrebbero tutte, con le loro cosce grosse, le smagliature e le varici, e potrei mollarle contro i bambini nei giardinetti. Moriranno tutti colti dalla sincope!  Spaventati da tanta oscenità! Sì! Le legherò come un branco di cagne selvagge, un branco di husky, le grassone di servizio, le flagellerò dal mio carro di follia gridando “Andate! Mordete! Mangiate!” e le donne di servizio, libere finalmente dalle loro funzioni, si abbandoneranno alla fornicazione, al cannibalismo e completamente pazze, come in realtà sono, si metteranno a divorare i più piccolini quelli dell’asilo nido, sì, i bébé, li mangeranno appena usciti con la placenta e il resto, e allora potrò gridare “Vittoria! Vittoria”, sì, convocherò la stampa e ridiventata normale darò in escandescenze presto, chiamerò i carabinieri, mi atteggerò a testimone privilegiato “Ma io francamente non avrei voluto esserlo, era atroce, seguitemi, sono traumatizzata”, poi le denuncerei, spiattellerei tutto, direi “È lei, è lei, è lei” direi tutta tremante “Ho visto tutto” e il Diavolo, mio padre, sarà fiero di me, sarà contento, ah, Signore! Conosci i tormenti dei bambini cattivi? È difficile essere all’altezza quando si hanno cotanti natali.
IL BAMBINO PRATICO. Così dice Nathalie poi piange. Piange.
NATHALIE. Non è niente, è la stanchezza.
IL BAMBINO PRATICO. Così dice.
NATHALIE. Sto mollando tutto oggi. Ogni tanto ci vuole.
IL BAMBINO PRATICO. Poi si fa un bel bagno di sangue. Accarezza i suoi pipistrelli.